Playlist: rane e zanzare #1 settembre 2019
Rapsody e le donne che impennano sul quad

Musica per amare le donne.
Ti piace se ti piacciono: Kendrick Lamar, Leikeli47 e buona parte dell’hip hop contemporaneo.
Label: Roc Nation.
Release: 23/08/2019.
L’avevamo lasciata nel 2017 con un album dedicato alla nonna morta, Laila’s Wisdom, che tra le partecipazioni vedeva nomi come Anderson .Paak, Kendrick Lamar, Busta Rhymes. Nel disco non si contano le perle, come questa:
Quest’anno Rapsody fa un’ulteriore evoluzione – sprigionando una nuova femminilità – e compone un disco dal titolo EVE, guarda caso, dove i nomi delle collaborazioni che spiccano agli occhi sono subito Queen Latifah, J. Cole e GZA, ma soprattutto i miei amati Leikeli47 e D’Angelo.
L’album è concepito come un’opera dedicata a sedici donne che rappresentano per lei delle muse: da Nina Simone a Michelle Obama, da Aaliyah a Whoopi Goldberg, da Oprah Winfrey alla schermitrice Ibtihaj Muhammad (la prima donna musulmana americana a partecipare alle Olimpiadi indossando il hijab, ma anche la prima donna musulmana americana a vincere una medaglia alle Olimpiadi). Ecco, cinque minuti di silenzio per questo capolavoro di canzone/video insieme a D’Angelo e GZA:
Thinkin’ like, back in the days when niggas wore fades
Ibtihaj
Silk tie caps, just tryna catch a wave
Tryna catch a wave
Tryna catch a wave
Yeah, can I flex?
Michelle
Talk to my girls North, South, East to West
Talk about a skin tone, God knows you’re blessed
Love how you work that, God knows you’re dressed
An ode to the black woman’s body
Reyna’s Interlude
She’s been through a lot
Years and years on end, she chose to keep on
To hold on to love, then to love again
Then to lose to love again
To hug black bodies like it’s the last time
Non è difficile capire il tema centrale del disco: un inno alle black woman, un ringraziamento speciale per quelle che hanno concretizzato un successo internazionale e sono riuscite ad emanciparsi – ma soprattutto a permettere ad altre donne di emanciparsi – dalla condizione di appartenenza a una “minoranza”. I testi sono da pelle d’oca.
Insomma, mi inchino alla regina Missy Elliott, ma tra due dischi usciti lo stesso giorno credo che EVE sarà quello che ascolterò di più.
Choker e la fioritura di miele

Musica per tornare a casa la sera e sedersi in balcone a fumare una sigaretta.
Ti piace se ti piacciono: Frank Ocean, Mac Miller, Blood Orange.
Label: Jet Fuzz.
Release: 03/08/2018.
Premessa: se il primo verso di una tua canzone recita «Through the Juno bush you see her lips are miming Gwen Stefani», hai già il mio cuore. Cantante, rapper e producer, Choker viene dal Michigan, ha 23 anni e ha esordito con un disco acclamato dalla critica nel 2017 (Peak). Ad agosto 2018 replica con “Honeybloom“, un album soul-R&B non convenzionale (elettronica inclusa, of course). All’interno di alcuni brani sembra che siano contenute più canzoni. Honeybloom è un disco lento, prenditi il tuo tempo per ascoltarlo. Non avere fretta.
Come Dev Hynes, anche Choker sembra aver trovato un perfetto equilibrio tra la parte maschile e femminile che lo abitano, sia nell’estetica che nella musica.
Ogni tanto nelle lyrics trovo dei passi che, non so perché, mi inteneriscono da morire.
Exchange glances through arboretum
Arboretum
Exchange secrets with weeping willows
Exchange proximity for a better understanding
The details in our detachment are interesting
I won’t accessorize your mentality
Don’t accessorize my feelings
I promise, I swear
Curioso il suo stile, curioso il nome d’arte scelto, di cui dice: «Choker stems from the energy and mystique surrounding old metal acts. It sounds like some spin kick mosh shit or a band that gets banned from venues for assaulting security. I wanted a name that clashes with the type of music I make».
Le mie canzoni preferite del disco sono: Juno, Arboretum, Baby Boy.
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Sneaks – Ipnosi tra camion

Musica per molleggiare sulle ginocchia.
Ti piace se ti piacciono: M.I.A., CSS (Te le ricordi? Non te le ricordi? MALE).
Label: Merge Records.
Release: 25/01/2019.
Sneaks viene da Washington ed è al terzo disco in tre anni: perché non mi era ancora capitata sotto mano? Chissà. Citando NME – che l’ha inserita nei migliori dischi del 2019 – «Sneaks does not fuck around». Se i precedenti dischi (entrambi da ascoltare, ndr) si esprimevano attraverso post-punk e new wave, “Highway Hypnosis” rivoluziona un po’ tutto e si fa contaminare da hip hop, trap, elettronica, con alcuni piccoli cenni apprezzatissimi di dub, trip hop e dancehall.
Sembra una M.I.A. grezza e meno commerciale (le CSS le ho inserite solo in ricordo del capolavoro “Alala”, che mi è tornato in mente ascoltando il primo disco di Sneaks, Gymnastic).
Le mie canzoni preferite: Highway Hypnosis, Ecstasy, Money Don’t Grows on Trees, Hong Kong to Amsterdam.
Il suo nome all’anagrafe mi piace un casino: Eva Moolchan.
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KAINA – Icaro in volo

Musica per sonnecchiare un po’, che poi tutto passa.
Ti piace se ti piacciono: Noname, Solange.
Label: Sooper Records.
Release: 12 luglio 2019.
KAINA è una cantautrice di origini latino-americane (Venezuela, Guatemala) nata e cresciuta a Chicago. Nonostante sia in giro da qualche tempo, il suo album di debutto è uscito quest’anno e si intitola “Next to The Sun“: un mix di neo-soul, R&B e influenze latine (anche nelle lyrics) calibrati con tanta cura. È malinconica, è amara, è super rilassante. Finisce nella mia playlist “Struscioni sexy“.
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Nel disco si parla della solitudine, dei muri che Trump vorrebbe, dei fantasmi che si annidano dentro il petto, di una malinconia liquida nella quale sciogliersi un po’. L’album è prodotto da un genietto di nome Sen Morimoto, rapper jazzista di Chicago che potrebbe avere circa 20 anni e quindi meritarsi il mio odio, oltre che la mia stima:
Le mie canzoni preferite del disco: Could Be a Curse (piangere molto), Ghost, Next to The Sun, Green (il pezzo dalle sonorità più latine del disco). Nella sua bio dice: «I think ‘Green’ is the piece that connects it all for me. I feel alone a lot, but I also know that it took so many people for me to exist and collectively, us as generations have seen many days and times and ‘moons.’ I am always connected even when I’m literally far away, or even lineages away — or my history has been taken from me, or I didn’t get to learn it».
Non è finita qui. Sono capitata per caso in un live di Sen Morimoto con KAINA e sono rimasta senza parole: