Best of 2019: fuori tempo massimo

I miei dischi preferiti del 2019, parte #3
L’Epifanìa tutte le feste le porta via, quindi concludo con grave ritardo il giro di boa, questa volta accorpando più titoli. Epifània è anche il nome di mia madre, con l’accento sulla prima “a”, non sulla “i”.

I dischi più famosi

FKA Twigs – MAGDALENE
Billie Eilish – When We All Fall Asleep, Where Do We Go?
James Blake – Assume Form
• The Rapture – In The Grace Of Your Love

I dischi di donne “Morgana”

Rapsody – Eve
Sampa the Great – The Return
Jamila Woods – LEGACY! LEGACY!
Little Simz – Grey Area
KAINA – Next To The Sun
Jenny Hval – The Practice of Love
Arlo Parks – Super Sad Generation

I dischi di uomini che non hanno paura di essere tristi

Maverick Sabre – When I Wake Up
Chris Orrick – Out To The Sea
Balthazar – Fever

I dischi psichedelici

Altın Gün – Gece
Sumac Dub – Jam Session, Vol. 1
Derya Yildrim, Grup Simsek – ‎Kar Yağar
Cory Wong – Motivational Music for the Syncopated Soul

Allah Las per sfattonare

Musica per ondeggiare dopo aver assunto sostanze psicotrope alcol.
Ti piace se ti piacciono: The Kinks, The Byrds, The Beach Boys, Ty Segall, la psichedelia 70s.
Label: Mexican Summer.
Release: 11/10/2019.

Dove c’è psichedelia, spesso c’è L.A.
È il caso della band losangelina Allah Las, che ci regala questa bombetta, uno di quei pezzi che ti fanno esclamare: «Sembra una colonna sonora!», e infatti è così. Raspberry Jam è una delle tracce contenute – oltre che nel disco LAHS – nel soundtrack di Self Discovery For Social Survival, uscito il 18 giugno 2019, collaborazione tra la label Mexican Summer e il brand Pilgrim Surf + Supply.
Indovinate un po’ di cosa parla questo film prodotto in California? Musica e surf, incredibile.

Da segnalare che insieme agli Allah Las, troviamo anche Connan Mockasin (ciao Connan ti amo), Andrew VanWyngarden degli MGMT (ciao Andrew ti bramo) e i Peaking Lights.
Questa band, ne sono certa, potrebbe piacere molto ai miei amici Dumbo Gets Mad e The Quincey.

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Lafawndah controlla la tua mente e il tuo corpo

Musica per viaggioni mentali, attraverso mondi lontani.
Ti piace se ti piacciono: Björk, FKA Twigs, Kelela, Fatima Al Qadiri.
Label: CONCORDIA.
Release: 22/03/2019.

Yasmine Dubois, in arte Lafawndah, è mezza iraniana e mezza egiziana, ma ha vissuto anche a Parigi, New York, Los Angeles, Brooklyn, Mexico City. La sua musica, definita nei modi più disparati, può essere racchiusa in una sua quote: «When you’re listening to my music, I want to control your body».

Il disco uscito nel 2019 si chiama “Ancestor Boy” e racchiude un insieme di tracce ai limiti della liturgia, dalla lirica potente, ipnotica. In Parallel, mio brano preferito dopo Daddy, Lafawndah scrive una preghiera dedicata alla madre scomparsa, che fa accapponare la pelle.

Not enough metaphor
To explain how I’ma miss her bones
Here’s a raw truth and I moan
It’s dead
She has fed me
She has borne me
Now I can’t locate
I can’t hide my face in her face
This world’s gonna be so odd

E, non ancora soddisfatta, conclude la preghiera con un mantra:

The taste of your lipstick stays on the tip of my tongue
Tip of my tongue
The taste of your lipstick stays on the tip of my tongue
Tip of my tongue
The taste of your lipstick stays on the tip of my tongue
Tip of my tongue

Anche in Daddy è presente il tema della madre.

I took your lips so I can kiss you
Upside down, Upside down
I got your eyes, the same shadows
They go like low echoes of yours

Ecco cosa scrive nella didascalia del video: «DADDY is a spotlight for my mother’s talents in performance and dance. Through the efforts of many, it became a stage for she and I to remember, to negotiate, to duel, to release. Somewhere in-between filmmaking and rapprochement, we met there to dig up some things, to bury others, and to be in the light together».

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Rapsody e le donne che impennano sul quad

Musica per amare le donne.
Ti piace se ti piacciono: Kendrick Lamar, Leikeli47 e buona parte dell’hip hop contemporaneo.
Label: Roc Nation.
Release: 23/08/2019.

L’avevamo lasciata nel 2017 con un album dedicato alla nonna morta, Laila’s Wisdom, che tra le partecipazioni vedeva nomi come Anderson .Paak, Kendrick Lamar, Busta Rhymes. Nel disco non si contano le perle, come questa:

Quest’anno Rapsody fa un’ulteriore evoluzione – sprigionando una nuova femminilità – e compone un disco dal titolo EVE, guarda caso, dove i nomi delle collaborazioni che spiccano agli occhi sono subito Queen Latifah, J. Cole e GZA, ma soprattutto i miei amati Leikeli47 e D’Angelo.
L’album è concepito come un’opera dedicata a sedici donne che rappresentano per lei delle muse: da Nina Simone a Michelle Obama, da Aaliyah a Whoopi Goldberg, da Oprah Winfrey alla schermitrice Ibtihaj Muhammad (la prima donna musulmana americana a partecipare alle Olimpiadi indossando il hijab, ma anche la prima donna musulmana americana a vincere una medaglia alle Olimpiadi). Ecco, cinque minuti di silenzio per questo capolavoro di canzone/video insieme a D’Angelo e GZA:

Thinkin’ like, back in the days when niggas wore fades
Silk tie caps, just tryna catch a wave
Tryna catch a wave
Tryna catch a wave

Ibtihaj

Yeah, can I flex?
Talk to my girls North, South, East to West
Talk about a skin tone, God knows you’re blessed
Love how you work that, God knows you’re dressed

Michelle

An ode to the black woman’s body
She’s been through a lot
Years and years on end, she chose to keep on
To hold on to love, then to love again
Then to lose to love again
To hug black bodies like it’s the last time

Reyna’s Interlude

Non è difficile capire il tema centrale del disco: un inno alle black woman, un ringraziamento speciale per quelle che hanno concretizzato un successo internazionale e sono riuscite ad emanciparsi – ma soprattutto a permettere ad altre donne di emanciparsi – dalla condizione di appartenenza a una “minoranza”. I testi sono da pelle d’oca.
Insomma, mi inchino alla regina Missy Elliott, ma tra due dischi usciti lo stesso giorno credo che EVE sarà quello che ascolterò di più.

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Choker e la fioritura di miele

Musica per tornare a casa la sera e sedersi in balcone a fumare una sigaretta.
Ti piace se ti piacciono: Frank Ocean, Mac Miller, Blood Orange.
Label: Jet Fuzz.
Release: 03/08/2018.

Premessa: se il primo verso di una tua canzone recita «Through the Juno bush you see her lips are miming Gwen Stefani», hai già il mio cuore. Cantante, rapper e producer, Choker viene dal Michigan, ha 23 anni e ha esordito con un disco acclamato dalla critica nel 2017 (Peak). Ad agosto 2018 replica con “Honeybloom“, un album soul-R&B non convenzionale (elettronica inclusa, of course). All’interno di alcuni brani sembra che siano contenute più canzoni. Honeybloom è un disco lento, prenditi il tuo tempo per ascoltarlo. Non avere fretta.

Come Dev Hynes, anche Choker sembra aver trovato un perfetto equilibrio tra la parte maschile e femminile che lo abitano, sia nell’estetica che nella musica.
Ogni tanto nelle lyrics trovo dei passi che, non so perché, mi inteneriscono da morire.

Exchange glances through arboretum
Exchange secrets with weeping willows
Exchange proximity for a better understanding
The details in our detachment are interesting
I won’t accessorize your mentality
Don’t accessorize my feelings
I promise, I swear

Arboretum

Curioso il suo stile, curioso il nome d’arte scelto, di cui dice: «Choker stems from the energy and mystique surrounding old metal acts. It sounds like some spin kick mosh shit or a band that gets banned from venues for assaulting security. I wanted a name that clashes with the type of music I make».
Le mie canzoni preferite del disco sono: Juno, Arboretum, Baby Boy.
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Sneaks – Ipnosi tra camion

Musica per molleggiare sulle ginocchia.
Ti piace se ti piacciono: M.I.A., CSS (Te le ricordi? Non te le ricordi? MALE).
Label: Merge Records.
Release: 25/01/2019.

Sneaks viene da Washington ed è al terzo disco in tre anni: perché non mi era ancora capitata sotto mano? Chissà. Citando NME – che l’ha inserita nei migliori dischi del 2019 – «Sneaks does not fuck around». Se i precedenti dischi (entrambi da ascoltare, ndr) si esprimevano attraverso post-punk e new wave, “Highway Hypnosis” rivoluziona un po’ tutto e si fa contaminare da hip hop, trap, elettronica, con alcuni piccoli cenni apprezzatissimi di dub, trip hop e dancehall.

Sembra una M.I.A. grezza e meno commerciale (le CSS le ho inserite solo in ricordo del capolavoro “Alala”, che mi è tornato in mente ascoltando il primo disco di Sneaks, Gymnastic).

Le mie canzoni preferite: Highway Hypnosis, Ecstasy, Money Don’t Grows on Trees, Hong Kong to Amsterdam.
Il suo nome all’anagrafe mi piace un casino: Eva Moolchan.
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